02 December 2007

Ingrid Betancourt

Perdona la mia ignoranza ma non conoscevo la tua storia.

Quando stamattina ho letto la lettera indirizzata a tua madre ed ai tuoi cari non ho potuto far altro che perdermi tra le tue parole.

Ho provato una forte amarezza e mi sono sentito impotente dinanzi alla tua storia di donna privata così palesemente ed irragionevolmente della libertà da oltre 2.100 giorni.

Sono rimasto a lungo in silenzio ed ho udito un pianto assordante, chissà che non fosse quello di tutte le donne su nel cielo.

Se è vero che siamo tutti figli dello stesso Dio allora siamo anche figli della stessa madre e tu potresti essere mia sorella, la mia fidanzata, mia figlia o mia madre.

Ciò che l’uomo è in grado di fare ai suoi simili è deplorevole e quando la lotta è impari poiché va a colpire chi è più debole allora è insopportabile!

Perdona l’uomo e Perdonaci TUTTI, perché siamo TUTTI colpevoli anche di ignorare!

Tu che dici di vivere come una morta, non perdere la fede in Dio!

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