05 August 2008

Two Wheels....PART ONE!


Il primo due ruote l’ho acquistato nel 1986, all’età di 15 anni con i soldi guadagnati durante l’estate in un bar-ristorante di uno stabilimento balneare di Ostia, l’Oasi.

Era un Sì…Piaggio usato di color nero, lo pagai 400.000 Lire.

Quell’acquisto segnò l’inizio della mia indipendenza economica; da quel momento a tutti gli acquisti “aggiuntivi e non” ho provveduto da solo, vacanze, altre moto, le macchine, compresa la casa in cui vivo oggi.

Non mi sembrava vero, il motorino a lungo desiderato era finalmente di mia proprietà;

Iniziai subito un processo di trasformazione del mezzo, espressione del gusto personale e della propria unicità.

Dapprima quelle estetiche: lo smontai in tutti i pezzi possibili ed immaginabili per cambiarne il colore; da nero a verde petrolio con i cerchi di un bel arancione. Nel riassemblarlo strinsi il manubrio, tolsi i pedali e portapacchi così come pure il parafango posteriore. Nel frattempo mi feci aiutare ad aumentarne le prestazioni da un amico meccanico:motore 61cc, carburatore maggiorato, marmitta espansione corta, variatore 4 rulli alleggerito.

Era diventato una scheggia!

Il tragitto più lungo da me realizzato fu arrivarci al mare ad Anzio; partimmo presto una mattina di luglio con altri 4 motorini, eravamo in 6, molto uniti, percorremmo 130 Km tra andata e ritorno ed impiegammo in tutto 3 ore.

In sella a quei due ruote avremmo potuto raggiungere qualsiasi destinazione, era quel senso di libertà e voglia di vivere che cercano i ragazzi adolescenti.

Ci sentivamo liberi ed inarrestabili!

La primavera successiva rimasi anch’io vittima della legge sull'introduzione obbligatoria del casco; un giorno per fare una commissione in un alimentari dietro casa uscii senza indossarlo ed appena dietro l’angolo mi fermò la Polizia Municipale in moto (detti anche Chips o Gemelli), a nulla valsero le mie giustificazioni, non vollero sentire ragioni, oltre alla multa di circa 100.000 lire attuarono il sequestro amministrativo privandomi così per 30 lunghi giorni del mio motorino.

Più forte del rammarico fu il senso di vergogna che provai per aver infranto la legge, come se avessi commesso un danno nei confronti della società.

Superata la delusione e trascorso il mese d’astinenza, ripresi a scarrozzare con il mio motorino in lungo ed in largo.

A pochi mesi dalla patente, il mio Sì… mi abbandonò!

Accadde una mattina mentre andavo a scuola, attraversando la pineta di Castelfusano notai che dando gas il Sì andava almeno 10 Km/h più del solito, un insolito rombo rotativo del motore (scena simile a quella che anni dopo filmava Pieraccioni nel Ciclone), che strano pensai…!

Di lì a poche centinai di metri si spense d’improvviso per mai più ripartire!

Quello sprint fu il suo ultimo momento di gloria!

Per sei, sette mesi lo tenni in garage poi un giorno il mio amico Riccardo mi chiese se ero disposto a venderlo, concordammo per 150.000 Lire. Con quei soldi ci comprai un paio di Jeans ed una Felpa.

Questa la storia del mio primo due ruote che mi ha lasciato ricordi indelebili e tante gioie!

1 comment:

Senninha said...

Amore che dolce che sei!!!:-)